La strategia in azione

L’eccellenza della supply chain si realizza coniugando obiettivi strategici e operativi in attività quotidiane.

Per adeguare la gestione della supply chain ai cambiamenti rapidi e profondi richiesti dal mercato, troppo spesso si cercano le soluzioni ai singoli problemi, privilegiando le esigenze di continuità aziendale, le emergenze o i vincoli di disponibilità finanziaria.

L’emergenza così prevarica la necessità di rivedere l’assetto organizzativo ed il modello di business, impedendo di incrementare solidamente l’efficienza e l’efficacia dei processi operativi.
Questi comportamenti non favoriscono la creazione di una «nuova» supply chain che sia strutturata per generare valore per il cliente attraverso una corretta gestione dei processi interni ed esterni.

Sulla base delle considerazioni di cui sopra MCS Consulting ha sviluppato e realizzato 2A-Analytical Assessment, un metodo di analisi e valutazione dei bisogni di miglioramento per produrre con minori risorse maggior valore per l’azienda e per i suoi clienti.

Due sono i principi fondamentali su cui si basa il metodo.
  1. E’ necessario avere ben chiaro il processo aziendale completo e conoscere l’interdipendenza delle singole attività e dei vari problemi presenti nel processo stesso per poter da una parte programmare gli interventi risolutivi sulla base di una logica di causa-effetto, dall’altra, poiché le risorse a disposizione sono sempre limitate, definire una scala di priorità di implementazione delle soluzioni.
  2. Solo il coinvolgimento diretto della struttura aziendale sia per una corretta mappatura del processo e della conoscenza effettiva delle problematiche sia per la definizione delle relative soluzioni permette una efficace implementazione di qualsiasi nuovo modello organizzativo.

 


GLI OBBIETTIVI
L’obbiettivo generale e primario consiste nell’analizzare l’organizzazione aziendale lungo l’intero processo, valutandone:

  • l’ efficienza operativa
  • la collocazione delle risorse rispetto ai processi aziendali

L’obbiettivo generale si declina in obbiettivi operativi, ovvero

  • evidenziare, in particolare rispetto alla filiera logistico-produttiva e di gestione-sviluppo prodotto per le aziende manifatturiere, le fasi e le aree critiche.
  • definire, per ogni area critica, i problemi
  • stabilire una graduatoria di priorità mediante l’identificazione di indici di importanza e di frequenza dei problemi riscontrati.
  • individuare i rimedi e le conseguenti attività ed interventi necessarie per renderli operativi


IL METODO
Come viene condotto un progetto 2A?
Innanzitutto si definisce con la Direzione aziendale un Gruppo di Lavoro, generalmente formato dai primi livelli, ovvero dalla Direzione stessa e dai responsabili delle singole funzioni.
Il progetto si divide in tre fasi, che si svolgono attraverso un ciclo di incontri con il Gruppo di Lavoro.

  1. Viene mappato l’intero processo aziendale attraverso l’utilizzo di un modello denominato 2A, in cui viene disegnato il flusso delle attività e vengono indicati input, output e responsabilità delle attività stesse unitamente ad una serie di note relative alle modalità esecutive. Durante il percorso è prevista anche una serie di interviste individuali con altri elementi dell’organizzazione per completare le informazioni necessarie ad una migliore comprensione dei processi ed identificazione delle criticità relative.
  2. Un lavoro di analisi delle criticità emerse, delle relative cause e la definizione dei rimedi necessari. Il tutto attraverso l’estensione del modello 2A in cui vengono inserite e messe in cross reference le matrici Cause-Rimedi e 4M.
  3. Viene definita la scala di priorità dei problemi e dei relativi interventi attraverso una valutazione quantitativa, basata sul criterio importanza-rilevanza, eseguita direttamente dai membri del Gruppo di Lavoro sulla base di uno schema presente nel modello 2A.

Il risultato finale sarà la definizione di un piano di miglioramento e dei relativi KPI’s per la misurazione dei risultati degli interventi stessi.

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