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	<title>MCS TV &#187; coaching aziendale</title>
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		<title>Counselling, mentoring, tutoring o coaching aziendale ?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 17:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie e sviluppo del business]]></category>
		<category><![CDATA[coaching aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Quale supporto alla crescita del Manager ? di Fabiana Salviato, Consulente Senior Area Risorse Umane, MCS Consulting Il tema del mentoring in azienda apre un panorama che in questi ultimi tempi sta diventando sempre più vasto nella definizione e proposizione di alcune professioni di “aiuto” quali il counselling, il mentoring, il tutoring e il coaching aziendale che [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2> Quale supporto alla crescita del Manager ?</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em;"><b>di Fabiana Salviato, Consulente Senior Area Risorse Umane, MCS Consulting</b></span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Il tema del mentoring in azienda apre un panorama che in questi ultimi tempi sta diventando sempre più vasto nella definizione e proposizione di alcune professioni di “aiuto” quali il counselling, il mentoring, il tutoring e il coaching aziendale che si aggiungono alla consulenza e alla formazione d’aula.</span></p>
<p>Tutoring, consulenza e formazione richiedono al professionista la capacità di dare indicazioni, risposte e modelli teorico pratici di riferimento.</p>
<p>Le similitudini tra mentoring, counselling e coaching sono molteplici e queste attività condividono le competenze fondamentali pur con qualche distinzione.</p>
<p><a href="http://www.mcs-tv.com/wp-content/uploads/2014/02/coaching-aziendale.jpg"><img class="size-full wp-image-777 aligncenter" alt="coaching aziendale MCS Consulting" src="http://www.mcs-tv.com/wp-content/uploads/2014/02/coaching-aziendale.jpg" width="501" height="518" /></a></p>
<p><b>Mentoring</b></p>
<p><i>“Può essere definita come una relazione di coppia che assume la forma di colloqui periodici, in cui uno dei due soggetti mette a disposizione la propria esperienza e conoscenza al fine di guidare e sostenere l’altro in un percorso di apprendimento e crescita”.</i></p>
<p>Una qualità di primaria importanza per un mentoring efficace è essere per gli altri un buon esempio e un modello.</p>
<p>Un modello è una persona che rappresenta un riferimento esemplare per un determinato compito o per una serie di valori. Si tratta tipicamente di una persona di cui si “imita” o si “modella” il comportamento adottato nell’ambito di un determinato ruolo, allo scopo di produrre una performance simile o di realizzare dei risultati analoghi.</p>
<p>La relazione tra mentor e mentee presuppone la supremazia dell’uno (il mentore) verso l’altro (l’allievo) e secondo me in azienda lo si può configurare quasi esclusivamente nell’ambito della “formazione” agli junior. La formazione del mentore è data dai molti anni di esperienza “sul campo” e non c’è corso specifico che possa sostituire questa condizione imprescindibile.</p>
<p><b>Counselling</b></p>
<p>Il counselling è una forma di aiuto (da non confondere con la psicoterapia) che si discosta dal dare consigli o giudizi ma consiste in un incontro, un processo relazionale.</p>
<p>Il counsellor aiuta il cliente a riconoscere le emozioni che lo condizionano per esempio nel fare scelte di vita (sia privata che professionale) e si pone sul suo stesso piano, senza dare giudizi, non suggerisce soluzioni ma aiuta il cliente a trovarle da sé attraverso tecniche specifiche di colloquio.</p>
<p>Il focus nella maggior parte dei processi di counselling riguarda problematiche di relazione, di conflitti, stress situazionali, decisioni complesse e difficoltà ad affrontare eventi critici.</p>
<p>La relazione di counselling è paritaria e mira a rafforzare l’autostima delle persone e la convinzione della loro capacità di trovare la soluzione ai problemi.</p>
<p>La formazione del counsellor va dai 2 ai 3 anni ed è un percorso teorico esperienziale sviluppato dalla psicologia.</p>
<p><b>Coaching Aziendale</b></p>
<p><i>“Ciò che conta non è la volontà di vincere: quella ce l’hanno tutti. Ciò che conta è la volontà di prepararsi a vincere”.</i></p>
<p>Il “performance coaching” per l’azienda prende spunto da un modello di training nello sport e consiste nel tirar fuori e nel rinforzare le abilità delle persone attraverso un’accurata attività di osservazione e di feedback per agevolare il coordinamento tra gli individui e gli altri componenti della squadra. I coach che mirano ad una performance efficace osservano con attenzione i comportamenti dei propri clienti, li consigliano e li orientano sul modo in cui migliorare in contesti e situazioni specifiche.</p>
<p>Una delle abilità più importanti del coaching consiste nell’aiutare le persone a definire e consolidare i propri obiettivi. Le metodologie del coaching sono centrate sulla soluzione e orientate verso il risultato piuttosto che verso il problema. In virtù dell’importanza del loro compito, è necessario che i coach aiutino i loro clienti a stabilire degli obiettivi appropriati e significativi.</p>
<p>Per essere un buon coach aziendale non è sufficiente frequentare i corsi (purtroppo anche di poche settimane) che ormai si trovano ovunque, perché presupposto fondamentale è avere un consistente bagaglio di esperienza pregressa in azienda maturata in qualità di manager (per la conoscenza delle metodologie, dei processi aziendali e della “mentalità” dell’azienda) e in qualità di gestore di risorse per le capacità relazionali, al fine di poter essere credibile e parlare lo stesso linguaggio dei clienti.</p>
<p>All’interno dei nostri interventi di Lean Production, il coaching trova una buona collocazione in quanto è utile ad accompagnare i team di lavoro a perseguire gli obiettivi di efficienza ed efficacia che richiede nelle risorse interessate una predisposizione al cambiamento che non è quasi mai perseguita spontaneamente.</p>
<p>La skill fondamentale di base che accomuna queste tre figure professionali e che andrebbe sempre acquisita o approfondita da chi è chiamato ad esercitarle, è la capacità di “ascolto attivo” (ascoltare ad un livello più profondo del solo “udire”), dalla capacità di dare feedback positivi al cliente, ed infine dalle competenze relazionali tese a creare una relazione di fiducia con il cliente.</p>
<p>Counselling e coaching hanno in comune l’ “unconditional positive regard” (accettazione positiva incondizionata) dei vissuti del cliente sostenuta dalla convinzione che lo stesso abbia le potenzialità dentro di sé di migliorare e raggiungere gli obiettivi, opportunamente sostenuto e affiancato.</p>
<p>Gli obiettivi dell’azienda perseguibili utilizzando figure professionali interne o esterne (manager, coach, mentore o tutor) sono:</p>
<p>crescita delle risorse nell’ottica dell’aumento delle performance e dell’efficienza;</p>
<p>risultati tangibili in termini di preservazione e sviluppo dei talenti</p>
<p>sostegno e sviluppo del management</p>
<p>capacità di innovazione e pro attività delle risorse nel perseguire gli obiettivi di business dell’azienda</p>
<p>conseguente ritorno economico dell’investimento nell’attività di affiancamento del professionista</p>
<p><b>L’affiancamento</b></p>
<p>I rapporti con le imprese, in questi 12 anni di esperienza sul campo come consulenti di direzione, mi hanno portato ad una definizione che ritengo più adeguata e comprensibile anche agli imprenditori che sono poco sensibili al tema dello sviluppo delle risorse e che racchiude le caratteristiche salienti delle professioni sopra indicate, ovvero l’affiancamento.</p>
<p>Si può affiancare l’imprenditore, in un percorso di definizione delle strategie di business e nello sviluppo o strutturazione delle sue capacità di gestione;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si possono affiancare i manager per aiutarli a sviluppare competenze di gestione dei team, di gestione del tempo, nella selezione delle priorità e nel raggiungimento degli obiettivi oppure nel passaggio da un ruolo ad un altro più importante.</p>
<p>Questo tipo di affiancamento essendo rivolto a persone adulte, con un loro bagaglio di esperienze, presuppone necessariamente un rapporto alla pari dove colui che affianca si limita ad aiutarli a trovare da soli le soluzioni fornendo contributi di pensiero, di metodo, di ascolto e di incoraggiamento.</p>
<p>L’affiancamento rivolto ai giovani, per esempio i successori dell’azienda, può (laddove i giovani non abbiano esperienza alcuna) rispecchiare maggiormente le caratteristiche del mentoring, del tutoring e anche del counselling (quest’ultimo quando, per esempio, non sono ancora sicuri se accettare l’eredità dell’azienda sia la scelta professionale giusta per loro).</p>
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